Studio Del Bene - Chiropratica e cura della persona

Dislessia

Dislessia

Sintomi della dislessia

Difficoltà con il linguaggio verbale  

  • ritardo nel parlare
  • difficoltà a pronunciare le parole
  • confusione con i concetti prima / dopo , destra / sinistra
  • difficoltà ad acquisire un vasto vocabolario ed una padronanza grammaticale rispondente all’età
  • difficoltà a comprendere concetti ed associazioni.

Difficoltà nella lettura

  • nel sentire  e manipolare i suoni nelle parole ( Consapevolezza fonematica )
  • difficoltà a distinguere i diversi suoni nelle parole (Discriminazione uditiva)
  • identificare – generare parole in rima o il conteggio orale di sillabe ( consapevolezza fonologica)
  • difficoltà ad apprendere i suoni delle lettere
  • Invertire le lettere o il loro ordine durante la lettura
  • Difficoltà a ricordare nome e forma delle lettere
  • Difficoltà a reperire la parola  giusta

Difficoltà con il linguaggio scritto

  • Difficoltà di correzione
  • Errori di ortografia
  • Difficoltà ad esprimere idee per iscritto

Difficoltà con la scrittura (Disgrafia)

Difficoltà con abilità motorie (Disprassia )

  • Difficoltà a pianificare e coordinare i movimenti del corpo
  • Difficoltà di coordinamento dei muscoli facciali per produrre suoni

 Difficoltà  di organizzazione

  • Scarso senso del tempo
  • Ritmo di lavoro molto lento
  • Perdita di carte e documenti
  • Dimenticare di fare i compiti
  • Sentire il peso di troppi stimoli
  • Difficoltà di memoria
  • Difficoltà a dare velocemente un nome a cose- lettere- colori.

I Disturbi di apprendimento

La Dislessia è una disabilità basata sul linguaggio,  in cui una persona ha difficoltà a comprendere le parole scritte. Essa può essere indicata anche come disturbo della lettura.
La Disgrafia è un disturbo del ritmo neuromotorio della scrittura (con questo non si intende il tipo di calligrafia che invece è  espressione particolare  e peculiare di ognuno di noi), in cui una persona stenta a formare lettere o scrivere all’interno di uno spazio definito.
La Disortografia è un disturbo specifico della scrittura, cioè la difficoltà a riportare in forma scritta il linguaggio parlato con omissioni di grafemi o parti di parola oppure sostituzioni o inversioni di grafemi.
La Discalculia è una disabilità matematica  in cui una persona ha difficoltà a risolvere problemi aritmetici e afferrare concetti matematici. ed a comprenderne e seguirne il processo logico.

I Disturbi di elaborazione uditivi e visivi  sono disabilità sensoriali in cui una persona ha difficoltà a capire la lingua, nonostante un udito ed una  visione  normale.
La Difficoltà di apprendimento non verbale – è un disturbo neurologico che nasce nell’emisfero destro del cervello, causando problemi nelle funzioni di elaborazione visivo – spaziale, intuitiva, organizzativa, valutativa ed olistica

Dislessia

“… l’occhio non rimanda al linguaggio quello che vede … cioè … posso riconoscere l’immagine e non riuscire subito a rintracciare nella memoria  il nome che la definisce … conosco l’alfabeto ma ho bisogno di più tempo per richiamare il suono di ogni lettera e pronunciarla … ascolto una frase ma non riesco  a scriverla velocemente e correttamente … diciamo che, in questo senso, la stenografia e la dattilografia non fanno al caso mio”  
(Appunti dal diario di un ragazzo dislessico)

Che cosa è la dislessia

La dislessia è una disabilità specifica di apprendimento di origine neurologica, in quanto le difficoltà che presenta derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio .
Quindi difficoltà nella lettura, a riconoscere le parole scritte e di conseguenza difficoltà nel leggere e nello scrivere in modo  corretto – fluido – veloce.. Il disturbo interessa, infatti, uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo). Limita la conoscenza e l’uso di nuovi vocaboli e di conseguenza, una conoscenza più vasta. Non dobbiamo, associare questo disturbo,come spesso si fa, ad altri problemi confondendolo, ad esempio, con l’autismo, ritardo mentale, o disordini di comportamento , tuttavia non dobbiamo affatto pensare che sia un problema marginale.
La definizione di dislessia evolutiva, indica che questa difficoltà è presente nonostante un’adeguata intelligenza, opportunità educative e validi metodi didattici ed è una condizione permanente anche se il suo impatto può cambiare nelle diverse fasi della vita di una persona.
Studi recenti dimostrano come il 15/20% della popolazione abbia problemi di lettura e tra questi l’80% circa è dislessico. La dislessia non è legata a condizioni o ceti sociali. In famiglie dove è presente o dove i genitori sono dislessici, è molto più  probabile  che ci siano bambini con lo stesso disturbo. La ritroviamo,inoltre,  in persone di tutti i livelli intellettuali spesso vediamo queste persone eccellere in aree che non dipendono dalle solite abilità di linguaggio, come ad esempio nelle arti, nell’informatica, nel design, fisica, musica ecc E’ un disturbo che sicuramente può colpire anche l’immagine di sé di una persona. Le persone con dislessia spesso finiscono per sentirsi “muti” e meno capaci di quello che realmente sono. Dobbiamo, inoltre, evidenziare il forte impatto emotivo dinanzi alle incomprensioni sociali, all’ansia per non riuscire a stare dietro gli altri, al sentirsi “diversi” o la fatica di tener dietro ad una società sempre più di corsa, quando invece ciò di cui si necessita è più tempo per fare le cose, per controllare  lo scontrino al supermercato come anche l’ultima fattura dell’azienda di famiglia. E  sicuramente un problema limitativo ma certamente non insuperabile.
Il Test formale è l’unico modo per confermare una diagnosi di sospetta dislessia; esso consiste in una valutazione formale circa la capacità intellettuale , il modo di elaborazione delle informazioni, l’elaborazione psico -linguistica e le competenze accademiche della persona sottoposta al test.  Può essere condotto da scuole qualificate o specialisti esterni.

Teorie sulla dislessia

Teoria universale –Sindrome di Disconnessione Funzionale
Mancanza di sincronizzazione e comunicazione tra emisferi (Melillo e Leisman )
Deficit magnocellular , Problemi uditivi o visivi – sensoriali

Fissazione instabile (Stein)

Difficile elaborazione dei suoni ( Tallal)

        Deficit cerebellare che influenza la fluidità di apprendimento ( Nicolson et al )

        Deficit fonologico ( Snowling )
Problema di velocità ( Wolf)

        Mancanza di aminoaicidi nell’organismo (Alex Richardson)

Tipologie di intervento:

Uso della benda per una convergenza stabile

Elaborazione suoni    “Fast ForWord” Programma computerizzato riabilitativo per l’elaborazione esatta dei  suoni

Uso di lenti colorate

Terapie chiropratiche e neurologiche funzionali riabilitative e Rieducazione degli emisferi,
Riabilitazione con riflessi primitivi persistenti

Riabilitazione equilibrio fino ed abilità vestibolari.

Le cause esatte della dislessia non sono ancora del tutto chiare , ma studi di ricerca su diverse Risonanze Magnetiche, evidenziano delle differenze  nello sviluppo e nel funzionamento del cervello di una persona dislessica. Le varie teorie sulla dislessia suggeriscono come cause,  problemi sensoriali o deficit cerebellare oppure difficoltà fonologica o un problema di velocità o tutte queste insieme. La Teoria Universale, invece, parla di Sindrome di Disconnessione Funzionale, dove la mancanza di sincronizzazione o coerenza temporale tra due emisferi o aree del sistema nervoso centrale porta ad una mancanza di comunicazione tra queste aree. In pratica che significa? Che nel caso un emisfero risulti indebolito, l’altra parte del cervello tende ad ignorarlo e contemporaneamente a rafforzarsi e predominare. A ciò consegue uno squilibrio maggiore di quello già esistente.

Il cervello è costituito da due emisferi,destro e sinistro,comunicanti attraverso un fascio di fibre nervose che costituiscono il cosiddetto Corpo calloso. I due emisferi, in condizioni normali , elaborano in modo indipendente. Ognuno di essi ha una propria specializzazione, tuttavia condividono ed integrano le informazioni, funzionano cioè anche in modo complementare. Dando già per noto l’influenza dell’ambiente e della famiglia sullo sviluppo del bambino, gli stimoli avuti, le esperienze personali e quanto altro, andiamo a riflettere sull’influenza che il cervello ha nella nostra vita e nel nostro modo di sentire, partendo proprio dalla particolarità di tutti e due gli emisferi.

Emisfero sinistro

  • logica
  • lingua, parole (parlare, leggere, scrivere)
  • comunicazione logica
  • memoria verbale
  • tempo (prima, dopo)
  • orecchio sx (linguaggio, particolari del discorso)
  • occhio dx (vedere da vicino, mettere a fuoco)

Emisfero destro

  • istinto
  • disegno, musica, canto, arte, danza
  • comunicazione gestuale, emozionale
  • memoria visiva
  • focalizzazione sul presente (qui e ora)
  • orecchio sx (musicale, discorso in generale)
  • occhio sx (vedere da lontano, spaziare)

Emisfero sinistro                                        Emisfero destro

 

Queste riportate in tabella sono solo alcune delle funzionalità peculiari di ogni singolo emisfero, e la predominanza dell’uno rispetto all’altro ci identifica personalmente.
Che significa questo?
Che tutti noi abbiamo predominante un emisfero rispetto all’altro, saremo ad esempio più portati per la matematica se l’emisfero predominante è il sinistro( detto anche l’emisfero Ingegnere) o più per l’arte se predominerà quello destro
( detto anche l’emisfero Poeta) Questa predominanza tuttavia non significa squilibrio perché , come abbiamo già detto, nell’azione e nel risolvere un problema sono complementari.
Ma quanto è importante la comunicazione tra gli emisferi?
Immaginiamo di trovarci sulle acque dell’oceano su una barca a remi. Per avanzare abbiamo appunto solo i due remi, il cui ritmo deve opporsi o assecondare la forza del vento. E’ evidente che dovremo, nella necessità di cambiare rotta, usare a volte il remo a destra a volte quello a sinistra, ma quello che è certo è che la barca camminerà più spedita verso la rotta scelta, quando useremo entrambi i remi con la giusta forza e coordinazione.
Così è anche per gli emisferi del cervello. Di fronte a problemi da risolvere ci sarà una prevalenza dell’uno rispetto all’altro. Se devo cercare una parola, formulare un discorso o risolvere un problema di matematica utilizzerò l’emisfero sinistro, se devo cogliere il senso di qualcosa e quindi devo fare una sintesi userò quello destro. Ma in ogni caso, al di là di ogni specifica funzione, ci saranno momenti di collaborazione reciproca nell’assolvimento del compito o dell’obiettivo che ci siamo proposti, proprio come fanno i due remi verso la rotta.

Diventa ovvio allora, come la debolezza di uno dei due emisferi porti a problemi legati alla specificità di quello che risulta indebolito. Anche se non in presenza di una malattia, il cervello può presentare problemi di sviluppo e conseguenti difficoltà di interconnessione. Può esserci cioè, la difficoltà a rielaborare le informazioni ricevute tramite il Corpo calloso, autostrada a più corsie di comunicazione tra i due emisferi. Quando questa comunicazione,questa interconnessione neurologica è difficoltosa, ne risulta uno squilibrio ed una maggiore opportunità che si sviluppino deficit motori, di coordinazione, cognitivi o di apprendimento come nel caso della Dislessia. La Neurologia Funzionale si inserisce in questa logica;  essa ha lo scopo di indagare sulle funzionalità cerebrali. Accettando la Teoria Universale e basandosi  su una concezione olistica della salute e dell’individuo, è, tra tutte, quella che guarda al problema da ogni angolazione. Secondo la Neurologia funzionale non c’è un tipo di terapia valido per tutte le persone con dislessia. Una terapia va tracciata valutando la zona di deficit ed intervenendo in quel senso. L’individuo, secondo la concezione olistica, va infatti considerato in ogni sua componente. Tutti i trattamenti previsti dalle altre teorie sono validi., ad esempio l’occlusione prevista dalla teoria della Fissazione instabile è valida nel momento in cui c’è una convergenza oculare instabile che andrà corretta, ma essa non sarà valida in tutti casi. In realtà quello che si cercherà giustamente di fare è di ricercare il punto debole … Quando si parla di fissazione instabile, di problemi sensoriali, ecc. stiamo parlando di uno squilibrio che comunque ha un’origine neurologica, perché interessa gli emisferi cerebrali. Da ciò deriva che oltre alle valide terapie messe in campo da insegnanti e terapeuti e caratterizzate dal coinvolgimento contemporaneo di tutti i sensi (udito, olfatto, vista), dovrà necessariamente esserci una riabilitazione neurologica funzionale dell’emisfero che risulta indebolito. E’ proprio in considerazione di tutto ciò che la Chiropratica e nella fattispecie, la Neurologia Funzionale Chiropratica, interviene con metodologie mirate ad affrontare il problema evidenziato dal test neurologico e formale. Il trattamento Chiropratico interviene sull’aggiustamento della colonna favorendo il passaggio di comunicazioni fra zone nervose periferiche e sistema nervoso centrale e, allo stesso tempo, metodologie di riabilitazione neurologica come stimolazione visiva, il bendaggio, l’uso di lenti colorate, rieducazione dell’orecchio al suono, riabilitazione vestibolare, interventi sui riflessi e l’Interactive Metronome , vengono scelte a seconda del caso ed intervengono a rafforzare la parte debole e rieducare alla comunicazione le due parti del cervello anche in questo particolare disturbo che è la dislessia.