Studio Del Bene - Chiropratica e cura della persona

Disordini da deficit di attenzione

Deficit attenzione

Deficit di attenzione e iperattività

Autismo, dislessia e difficoltà di apprendimento.

La diagnosi di disordini da deficit attenzionali, autismo, dislessia e difficoltà di apprendimento sono aumentate in modo esponenziale, negli ultimi venti anni, in tutto il mondo. Queste diagnosi, conseguentemente, hanno prodotto un incremento di 5 volte il numero delle prescrizioni di Ritalin (il metilfenicato choloride), il medicinale normalmente prescritto in caso di iperattività. Il 90% di tutte le prescrizioni mediche che riguardano il Ritalin sono state fatte negli Stati Uniti.

 

Recentemente, però, i genitori e gli insegnati hanno cominciato a chiedersi se l’approccio medico tradizionale a tale disordine, con o senza iperattività, e agli altri disordini associati siano corretti. I chiropratici stanno sviluppando interessanti approcci senza l’uso di medicinali focalizzati su cambiamenti di stile di vita, aspetti nutrizionali e posturali che influenzano l’attività nervosa del cervello.

Prima di concentrarci su tali nuovi approcci, vediamo una breve descrizione dei deficit attenzionali, della loro storia e dei trattamenti che sono stati disponibili fino ad adesso.

DEFICIT DI ATTENZIONE NEGLI U.S.A.: UNA BREVE STORIA.

L’epidemia di deficit attenzionali (AD/HD) e dei disordini associati cominciò negli stati Uniti verso la fine degli anni ottanta quando, centinaia di insegnanti, durante delle interviste, arrivarono alla conclusione che tali disordini rappresentavano un vero problema e che la situazione stava peggiorando.

Gli educatori enumerarono i tipici sintomi del disordine: lasso di attenzione molto corto, atteggiamento impulsivo e difficoltà nella comprensione della lettura. In risposta a tale problema il U.S. Federal Education Grants (comitato federale U.S.A. finanziatore dell’educazione) nel 1991 disponeva un finanziamento di 400 dollari annuali per ogni bambino a cui veniva diagnosticato un deficit di attenzione (AD/HD). Alla fine del 1997 il numero dei bambini con tale disordine era esploso a 4,4 milioni.

La commissione cittadina sui diritti umani, in uno studio del 1998, trovava che una cifra stimata attorno ai 6-7 milioni di bambini soffriva di (AD/HD), cioè il 13% dei bambini americani che andava a scuola avevano diagnosi di difficoltà di apprendimento che richiedevano trattamenti con pericolosi psicofarmaci.

Nel 2001, negli Stati Uniti, un bambino su sei è stato diagnosticato autistico, dislessico, afflitto da deficit di attenzione oppure aggressivo. In California le diagnosi di autismo sono aumentate del 210% dal 1987 al 1998.

Nonostante le statistiche mediche siano variabili, si stima che negli Stati Uniti che dal 5 al 10% degli studenti soffrano di AD/HD e che i ragazzi siano affetti dalle 3 alle 4 volte di più che le ragazze. (1) Di pari passo con il drammatico aumento delle diagnosi, si è avuto l’aumento delle prescrizioni mediche come il Ritalin e l’Adderral per trattare tali sindromi. Nel 1995 l’uso del Ritalin era aumentato del 250%; nel 1997 l’aumento raggiungeva il 700%.

CHE COSA È L’ AD/HD?

Non esiste una risposta semplice a questa domanda. AD/HD è una complicata sindrome che è considerata essere un’agglomerato di disordini con vari gradi di gravità che coinvolgono tutti i sistemi del corpo e del cervello includendo OCD (disordine ossessivi compulsivi), sindrome di Tourette, difficoltà di apprendimento, dislessia e autismo. I sintomi possono variare in gravità, ma la maggior parte degli AD/HD e disordini neurocomportamentali associati derivano dalla stessa fonte psicologica originaria che riguarda le stesse aree del cervello e che hanno sintomi fi sici simili.

I SINTOMI

I genitori spesso notano che I bambini con disordini di sviluppo hanno problemi con l’equilibrio, esibiscono poca coordinazione e hanno difficoltà nella scrittura. Le loro capacità di ricordo visivo e di relazione con l’ambiente non sono perfette.

Spesso questi bambini hanno difficoltà nella sfera sociale, si adattano malamente a cambiamenti e nuove situazioni e stimoli e spesso sono carenti in interazioni e giudizio sociale. Inoltre, possono mostrare segni di un aumento delle sensazioni visive, acustiche, tattile, olfattorie e gustative.

Frequentemente sono presenti allergie, problemi digestivi e avversioni a cibi con intolleranze oppure funzioni immunitarie debilitate. I problemi vengono inoltre complicati da squilibri neurobiologici che possono essere particolarmente evidenti nelle aule scolastiche tipo difficoltà nel prendere decisioni, pianificazioni delle azioni, scelta delle priorità, iperattività, controllo emotivo e controllo dei movimenti.

L’abilità d’ascolto e di lettura può essere ridotta anche se normalmente questi bambini esibiscono ottime capacità verbali e di memoria. Purtroppo dal 50 al 60% di questi sintomi verranno riportati nell’età adulta. (1)

ATTIVITÀ NEUROLOGICA IN AD/HD E SINDROMI ASSOCIATE

Nonostante il cervello di un bambino afflitto da AD/HD non sia malato, in alcune parti dello stesso mostra segni di problemi di sviluppo e conseguenti difficoltà di interconnessione. Il risultato è che tali bambini spesso hanno difficoltà nell’elaborare le informazioni ricevute.

Il cervello è una sfera composta da quattro lobi, due situati nell’emisfero destro e due in quello sinistro. Ogni emisfero è l’immagine speculare dell’altra. I due emisferi sono interconnessi da una banda fi brosa (il corpo calloso), che mantiene un continuo dialogo tra i due lobi e che permette lo scambio immediato delle informazioni tra le due parti.

Quando l’interconessione neurologica tra gli emisferi e i lobi del cervello si sviluppa in modo inadeguato e ne risulta uno squilibrio, esiste una maggiore possibilità che possano apparire defi cit motori, cognitivi, di comportamento e di apprendimento.

I LOBI DEL CERVELLO IMPLICATI IN AD/HD

La parte piu recente del cervello , la zona neocorticale, ricopre la superficie del cervello ed è composta da centinaia di piccolo solchi. All’interno di questi solchi ci sono i neuroni del cervello, che sono circa 25 miliardi, tutti interconnessi in un sistema neurologico elettrico che diventa più efficace ad ogni esperienza provata.

Questo network neurale presiede e coordina le funzioni del pensiero, del movimento, della cognizione e del comportamento tra queste parti del cervello:

• Il lobo frontale, responsabile per la pianificazione, organizzazione, risoluzione dei problemi, attenzione selettiva, personalità e una varietà di altre funzioni cognitive complesse che comprendono emozioni e comportamento. La ricerca ha dimostrato che nei bambini con disordini dello sviluppo esiste un’attività del lobo frontale meno pronunciata.

• Il ganglio basale, la parte del sistema nervoso che inibisce o previene scariche dai neuroni della zona neocorticale frontale. Quando il ganglio basale non funziona perfettamente appaiono iperattività e scatti emotivi.

• Il cerveletto, sembra essere la componente principale nel AD/HD e sindromi associate. Le ricerche hanno dimostrato che il cervelletto dei bambini afflitti da AD/HD è fino all’11% più piccolo di coloro non colpiti da queste sindromi. Fondamentale inoltre il cervelletto è responsabile per la crescita e lo sviluppo della neocorteccia e controlla inoltre la coordinazione muscolare, specificatamente quella degli occhi e della colonna (che fornisce il senso dell’equilibrio).

Senza stimolazioni cerebellari appropriate un bambino non può sviluppare un equilibrio e una coordinazione corretta e può essere affetto da problemi secondari come una riduzione delle funzioni cognitive e comportamentali.

L’IMPORTANZA DELLA DOPAMINA

La dopamina è un elemento chimico naturale che si trova nel cervello e che permette ai neuroni di comunicare efficacemente. Permette di recepire le sensazioni di gratificazione, auto stima e l’abilità nel concentrarsi. Quando il cervello non è stimolato abbastanza c’è una riduzione di produzione di dopamina.

Fino a poco tempo fa i medicinali come il Ritalin, (metilfenicato choloride), e l’Adderral, (amphetamine-dextroamphetamine) sono stati prescritti perché permettevano a ridotte quantità di Dopamina di funzionare più a lungo nel cervello. Tuttavia nei manuali di riferimento dei medici queste medicine vengono descritte non solo che: “producono assuefazione, creano dipendenza fisica e psicologica ma anche che possono creare una sindrome da brusca interruzione se interrotte all’improvviso.”
Inoltre possono produrre effetti secondari indesiderati.

Il Ritalin può causare tachicardia, aumento della pressione sanguigna, dolori al petto, febbre, dolori articolari e tics. Effetti rari ma non sconosciuti includono sangue nelle urine o feci, visione offuscata, urla o gemiti non controllati e in casi estremi morte. Usi prolungati del Ritalin ad alti dosaggi possono produrre cambiamenti di umore, confusione, delusioni e perdita della personalità (impressione di non relatà di sè stesso e degli altri).

L’Adderal, dal canto suo, può produrre reazioni allergiche come difficoltà nel respirare, costrizione alla gola, gonfiore delle labbra, lingua o faccia. Gli effetti avversi più comuni includono perdita di appetito, battito cardiaco più veloce, pressione alta, allucinazioni, confusione e comportamenti anormali. Effetti meno seri ma spesso presenti includono irrequietezza, tremori, ansietà, nervosismo, mal di testa, vertigini e insonnia, impotenza e cambiamenti dei gusti sessuali.

Cosa importante da notare è il fatto che gli effetti a lungo termine di questi stimolanti non sono stati ben documentati nei bambini e se i sintomi riappaiono dopo l’interruzione del trattamento. In conclusione questi medicinali nascondono i sintomi ma non trattano le cause del disordine.

IL CERVELLO PUÒ ESSERE TRATTATO SENZA RICORRERE A STIMOLANTI?

Sicuramente ed ecco il perchè.
Quando camminiamo la corteccia frontale coordina miliardi di impulsi nervosi che permettono un movimento armonico e a sua volta, il camminare facilita lo sviluppo del lobo frontale aumentando così la nostra abilità a pensare e a percepire le emozioni. Ne consegue che, quando i muscoli che supportano la colonna vertebrale sono indeboliti, diminuisce la quantità di stimolazione nervosa derivante dalle articolazioni e dai muscoli della colonna verso il cervelletto diminuisce.
Se l’attività del cervelletto diminuisce, così dicasi per quella dei lobi frontali. I neuroni della neocorteccia forniscono le informazioni in modo meno efficiente con il risultato di produrre goffaggine e insufficiente attività cognitiva.

Gli studi condotti hanno dimostrato che i bambini che non gattonano e quelli che hanno difficoltà a camminare diritto soffrono comunemente di attività vocale ritardata e di ritardi nell’apprendimento cognitivo. Questo sembra dimostrare che le attività cognitive e motrici non sono separate ma sono le stesse; si sviluppano a seguito dei sofisticati movimenti fisici.

Queste sindromi sono anche influenzate da stimoli sia ambientali sia sociali. In particolar modo attività sedentarie, televisione, videogames, computer che riducono il tempo passato a giocare all’aperto, privano i bambini di quella attività fisica così fondamentale per lo sviluppo corretto del cervello. Questa mancanza di movimento ai bambini può produrre problemi di sviluppo a causa del ridotto stimolo dei muscoli e delle articolazioni.

Altri fattori ambientali importanti sono denutrizione, obesità, stress prenatale, inquinamento, vaccini e precoce perdita sensoriale precoce.

AD/HD, ADD, syndrome di Tourettes e autismo sono prodotti da deficit dell’emisfero destro. Tutte le funzioni umane sono distribuite tra i due emisferi del cervello. Ogni squilibrio tra gli emisferi porterà il cervello a ignorare il lato sotto stimolato. Quando le funzioni del lato destro del cervello si sviluppano in modo ridotto appaiono sintomi come perdita di attenzione, riduzione dell’attenzione non verbale e possono apparire comportamenti sociali non corretti. (2). Dal momento che nei maschi il lato destro del cervello è generalmente dominante, i maschi sono di conseguenza maggiormente afflitti delle femmine da stress prenatale che porta a un ridotto sviluppo del loro emisfero dominante.

LA CHIROPRATICA ED I TRATTAMENTI COMPLEMENTARI

Le sublussazioni e gli squilibri muscolo scheletrici della colonna che hanno come origine traumi alla nascita, cadute,squilibri chimici, stress, denutrizione e stili di vita sedentari, influiscono negativamente sullo sviluppo normale del cervello.

Ne consegue che il trattamento chiropratico nello stabilizzare i muscoli posturali della colonna e il rinforzo di tali muscoli con l’esercizio fisico aumenta la stimolazione nervosa ai lobi frontali, aumentando così l’abilità del cervello ad elaborare le informazioni realizzando un processo cognitivo migliore e a maggiore coordinazione.

La valutazione chiropratica è fondamentale non solo nell’identificare squilibri biomeccanici e posturali ma anche nel trattamento delle cause che producono tali squilibri, siano essi di origine biomeccanica, fisiologica, sociale o biologica. Oltre alle cure chiropratiche, l’evidenza clinica dimostra che trattamenti specifici per un emisfero (esercizi vestibolo oculari, musico terapia, terapia dei colori e stimolazione olfattoriale) sono molto benefici nel riequilibrare tali problemi.

Possono dimostrarsi utili la nutrizione e la dieta, il biofeedback e le terapie occupazionali e fisiche.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

AD/HD è una nuova realtà in Italia. Secondo studi condotti dal Ministero per la Salute (2004) 2% dei bambini italiani in età scolastica sono afflitti da tali sindromi. Gli psichiatri infantili italiani sono preoccupati che, seguendo il trend americano, anche in Italia le sindromi di cui abbiamo parlato possano esplodere e raggiungano proporzione epidemiche come negli Stati Uniti.

Questo non significa che una nuova malattia è meno pericolosa perché è di moda ma vuole essere un nota ammonitiva affinché non si prescrivano troppi medicinali potenzialmente molto pericolosi ma vengano considerati anche trattamenti alternativi.

Il Ritalin è stato approvato anche in Italia passando dalla fascia delle sostanze classificate come stupefacenti (nella stessa tabella della cocaina, anfetamina, oppiacei e barbiturici) a quella degli psicofarmaci prescrivibili dal medico.

Rimane di fatto, però, che il metilfenidato, di cui è composto il Ritalin, è uno stimolante centrale e come tale appartiene ai farmaci di cui evitare l’abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. Essendo genitori e cittadini responsabili dobbiamo essere pienamente informati ed al corrente circa la natura di queste malattie e dei pro e contro dei trattamenti disponibili. Lo dobbiamo sia ai nostri figli sia alla società.

1. Neurobehavioral Disorders of Childhood: An Evolutionary Perspective. Robert Melillo and Gerry Leisman, 2004 2. Journal of Child Neurology Scott R. Miller, PhD; Carlin J., Miller, PhD; Juliana S. Bloom, MEd; George W. Hynd, EdD; Jason G. Craggs, April 2006 3. Journal of Manipulative Physiological Therapeutics: Cervical kyphosis is possible link to attention-defi cit/hyperactivity disorder. Bastecki AV, Harrison DE, Hass JW. Oct;27(8): e14 4. Journal of Manipulative Physiological Therapeutics: An evaluation of chiropractic manipulation as a treatment of hyperactivity in children. Geisen JM, Center DB, Leach RA. 1989 Oct; 12(5): 353-63 5. Progetto di Screening “Prisma” 2004 (fonte: Ministero per la Salute)

Dott.ssa Cristine Del Bene, D.C., D.A.C.N.B.