Studio Del Bene - Chiropratica e cura della persona

L’ernia del disco. Problema meccanico? Problema neurologico e viceversa

Ernia del disco

Immaginiamo di vedere un’autostrada dall’alto. Ci sono più corsie, quale in un senso, quale in un altro, tanti svincoli che ricollegano ad altre strade, punti di raccordo, uscite. Ecco il nostro sistema nervoso potrebbe essere descritto anche così. Un’unica strada che si dirama in tante altre laterali che a loro  volta si collegano a vie più strette che raggiungono i punti in periferia dove la strada centrale non riesce ad arrivare. Sulla nostra autostrada “ Sistema” le informazioni viaggiano di continuo , senza sosta, in viaggi andata-ritorno dal suo punto iniziale a tutti gli altri punti periferici del nostro corpo e non solo. Le informazioni, gli impulsi raggiungono, attraverso la strada principale e le stradine, non solo i nervi, ma anche tutti i muscoli e gli organi per poi  ritornare al punto di principio dove sosta il Comandante, il Conducente, l’ Osservatore, il Regista di tutto questo processo: il cervello. Ma non è ancora finita qui. Così come, per esserci,  ogni autostrada ha bisogno di un progettista, lavoro ed operai, anche il nostro sistema nervoso ha bisogno di tempo per elaborarsi nel modo meraviglioso che conosciamo. Si evolve man mano dalla nostra nascita attraverso l’esperienza, lo stimolo, l’evoluzione dei nostri riflessi innati. Il  bambino che gattona grazie al ricordo inconscio  e a quei riflessi ancestrali innati di quando  camminavamo su quattro zampe, sviluppa gattonando il coordinamento bilaterale incrociato dei due emisferi , sa che deve avanzare portando in senso speculare in avanti la gamba rispetto al braccio e viceversa. Quando sarà pronto, quando anche questa capacità si sarà evoluta sia a livello muscolare che neurologico,egli potrà  alzarsi in piedi e camminare . Man mano che si cresce quindi, si sviluppano la focalizzazione e coordinazione a livello oculare e tutte le altre funzionalità neurologiche più complesse. Il  sistema nervoso diventa, così, pienamente maturo, completo permettendo  di essere un adulto autonomo e consapevole della propria posizione nello spazio, nel tempo, rispetto alla legge di gravità, un individuo in grado di comunicare e relazionarsi con se stesso, gli altri ed il mondo intero. Ciò significa che sia il nostro sistema nervoso  che le nostre funzionalità cerebrali  e neurologiche possono  essere modellate, plasmate, rinforzate. In tutto questo è importante un buon equilibrio vestibolare e la posizione corretta della colonna vertebrale: struttura portante del midollo spinale. Questi due aspetti sono in colloquio continuo fra loro. Un ottimo sistema vestibolare permette di stare in baricentro con il corpo. Che significa questo? Significa che in ogni posizione il peso del corpo è ben distribuito lungo l’asse, che ogni movimento trova la sua compensazione in un altro affinché l’equilibrio non si perda, che in posizione eretta nessun lato del corpo è più o meno inclinato lateralmente rispetto all’altro.…che il corpo risponde alla legge di gravità in qualsiasi momento senza perdere la sua piena funzionalità. Di conseguenza i muscoli che sorreggono la colonna vertebrale sono tonici al punto giusto, hanno forza per sorreggere ma non sono talmente tesi da creare tensioni, rigidità  o spasmi. Significa che sappiamo esattamente quale è la nostra posizione nello spazio, la percezione esatta di dove e come siamo in quel momento. Un rapporto bellissimo di noi rispetto al Qui ed Ora.
Una postura ottimale della colonna favorisce tutto il processo di comunicazione; una colonna libera da sublussazioni permette al midollo spinale di assolvere senza impedimenti al suo compito, cioè trasmettere i messaggi del cervello ai nervi spinali, che a loro volta li diffondono ai muscoli, consentendo tutti i movimenti possibili. La colonna vertebrale è quindi corsia non solo preferenziale ma unica tra cervello ed il resto del corpo dove tutto viaggia senza mai fermarsi o almeno si spera . In questo perfetto sistema di comunicazione più succedere, come su ogni autostrada, un ingorgo, una deviazione imprevista, un incidente ed ecco che l’equilibrio fino ad allora perfetto lineare pieno si interrompe. La sublussazione, conseguenza di un incidente o trauma avvenuto in precedenza, magari anni prima,sul lavoro, sportivo, per una postura sbagliata, per una mal occlusione dentale, per lo stress, durante il parto,  crea una sorta  di compressione a livello del midollo spinale, una possibile infiammazione dei nervi collegati, ed altri problemi non propriamente simpatici.
Infatti, a seconda della  vertebra interessata dalla sublussazione,  le conseguenze si faranno sentire sulla capacità di movimento, sul grado di sensibilità, respirazione, temperatura, controllo dell’intestino e della vescica,  della pressione sanguigna e sulla funzionalità sessuale, che così possono risultare compromesse. Non solo… quando lo strato più esterno del disco  cioè  l’Anello fibroso, costituito da collagene e che circonda il nucleo polposo proteggendolo,  perde la sua forma o si rompe,il contenuto del disco (detto Nucleo polposo) esce invadendo il canale spinale e creando quindi un’Ernia del Disco. 

Ecco… l’Ernia del disco è proprio questo: un piccolo ingorgo a livello di una vertebra tra e fuori due dischi vertebrali . Quando questo ingorgo tocca un qualche posto dove passano i nervi,  comprimendo il midollo spinale e le radici nervose,  si hanno i sintomi tipici dell’ernia . E’ ovvio che non basta dire che è la compressione  del midollo spinale a creare il problema. Può esserci compressione senza avere alcun problema evidente. Quello che è importante dire è che si crea in realtà una variazione di ossigenazione a livello delle radici spinali , così come ipotizzando una compressione del midollo sulla parte rigida della vertebra si creerà un gonfiore ed un trauma dei capillari in quella zona. Questo è  tutto ciò che provoca più danni. Ci possono essere, tuttavia, ernie che non presentano per lungo tempo nessun sintomo o  dolore per cui a volte passa tempo prima che vengano diagnosticate.  In questo caso potremmo dire che il dolore è, per assurdo, in verità non tanto …, il campanello di allarme che indica che qualcosa è successo o sta succedendo  al nostro corpo. A voler essere più obiettivi e riconoscendo la nostra pigrizia è spesso anche la molla che ci fa muovere per affrontare una nuova condizione.
Oltre alle cause già dette, come vari traumi, ci sono l’età, il fumo, l’eccesso di peso, mancanza di attività fisica o comunque uno stile di vita sedentario, posture scorrette, cattiva alimentazione, stress, dei problemi che siano essi lievi o no poco importa, a livello neurologico.
Nell’elencare queste cause cosa è che si nota subito?
Che sono esattamente quasi le stesse cause che ritroviamo in altre patologie. Che significa questo? Che tutte le patologie sono uguali?  Sicuramente no. Significa però che il corpo per poter essere sano va rispettato e che il Ben-essere è l’insieme di più fattori, è l’equilibrio di un individuo in senso meccanico- neurologico- emotivo – mentale. Tutto è collegato, non si può prescindere da niente ed ogni fattore incide sugli altri.
Abbiamo un problema meccanico?  Avremo anche un problema neurologico e viceversa.
Abbiamo una particolare condizione emotiva? Avrà ripercussioni anche a livello meccanico e neurologico. Uno squilibrio non è mai fine a se stesso, indica sempre che dietro c’è altro su cui indagare e correggere e molto spesso, se non sempre, quel campo in cui indagare è a livello neurologico ed emotivo. Insomma  è il cervello e cioè il nostro regista a dirigere il film della nostra vita e se vogliamo  essere dei primi attori e non comparse dobbiamo collaborare quanto più è possibile con lui facendo scelte di condotta di vita consapevole. E’ lui che invia stimoli di movimento, impulsi, forza nelle azioni, è sempre lui che permette la giusta distribuzione corporea e l’allineamento in asse.  Se attraverso il cervello non ci arrivasse il corretto funzionamento vestibolare il nostro corpo potrebbe facilmente inclinarsi da un lato…uno qualsiasi…non importa quale. Come si comporterebbe a questo punto la colonna vertebrale secondo voi? Sicuramente man mano si arriverebbe ad una sua distorsione e… le vertebre?  Avremmo un avvicinamento più accentuato dei dischi in alcune parti, quindi una loro usura , quindi problemi a qualsiasi zona della colonna vertebrale. Ecco un’automobile può avere tutti gli ingranaggi a posto e sono tutti essenziali ma senza il motore essa non cammina …questo è il punto. Se ci fosse un problema agli emisferi cerebrali, per cui risulterebbe alterata e non coordinata la loro risposta simultanea ad uno stimolo avremmo un individuo senza più equilibrio tendenzialmente proteso nel camminare , come se ne fosse attratto, verso quella parte di strada corridoio ecc…, a destra o sinistra a seconda dell’emisfero predominante. Se a livello neurologico avremmo condizioni che portano a livello oculare a problemi  di convergenza o divergenza , ci sarebbe la possibilità di visione doppia o difficoltà nel mettere a fuoco.  Quindi mantenere un individuo in ben- essere significa soprattutto assicurarsi di mantenere integre le funzionalità neurologiche, di mantenere pulita la colonna vertebrale che custodisce il midollo spinale attraverso cui il cervello parla e darsi un sistema di vita sano dove per sano non si intende in salute ma in armonia con ciò che siamo. E’ in questo che si inserisce la Chiropratica, con il suo interesse nel mantenere “ a posto” l’equilibrio meccanico, liberando la strada dai possibili incidenti o comunque alleggerendone le conseguenze, con la  sua volontà di esprimere e promulgare uno stile di vita che porti l’individuo a sentire percepire armonicamente Chi e Ciò che è.
Il ruolo del chiropratico quindi  non è limitato all’aggiustamento della colonna vertebrale, all’ernia del disco, cervicalgia, lombalgia e tante altre condizioni, seppur questo è importantissimo. Chi si rivolge al chiropratico deve trovarsi di fronte un  professionista  che sia, prima di tutti gli altri ,consapevole e convinto  che il mal-essere non nasce dal caso, dal destino e soprattutto da solo. Un professionista convinto della necessità che ognuno di noi si riprenda il ruolo attivo di un corpo che non subisce più scelte sbagliate , un corpo che possa continuare a dialogare con le sue emozioni  ed il pensiero, un professionista che tenga conto del suo ruolo di educatore in questo senso e quindi  che diventi parte attiva e basilare di un cambiamento.

Dott.ssa Cristine Del Bene – Volzone Immacolata