Studio Del Bene - Chiropratica e cura della persona

Il triangolo della salute

Triangolo della salute

Tre punti di uno stesso cerchio

Immaginiamo una circonferenza di centro O ed un triangolo equilatero inscritto in essa. Il triangolo, essendo equilatero avrà i suoi tre lati uguali ed il punto di intersezione delle sue altezze coinciderà con il centro della circonferenza.

Quale è il senso dell’uguaglianza di tre lati?

Significa essenzialmente che essi non solo hanno la stessa lunghezza ma soprattutto che soddisfano le stesse ipotesi in ogni loro punto, significa che hanno la stessa natura, che in ogni loro punto appartengono alla stessa figura.

Significa  che i tre vertici di questo triangolo A,B,C sono tre punti uguali, e con i lati formano  angoli uguali.

Che significa invece che  il punto di intersezione delle altezze coincide con il centro della circonferenza?

Che essenzialmente il centro della circonferenza fa parte del  dei punti che formano il piano del triangolo, ma non solo questo perché, essendo il centro equidistante da tutti i punti della circonferenza, è equidistante anche dai tre vertici A,B,C del triangolo, cioè OA = OB = OC.  Quindi punto del triangolo e punto cerchio della circonferenza coincidono.

Adesso proviamo a traslare il significato di tutto ciò in un altro contesto.

Ipotizziamo :

Cerchio = Uomo   

AB=BC=CA  lati uguali del triangolo ABC che chiameremo SALUTE e che è inscritto alla circonferenza in cui

AB = struttura (Corpo)  

BC = processi fisiologici    

CA = mente

Punto O, come punto del piano SALUTE.

Essendo il cerchio l’insieme dei punti racchiusi nella circonferenza UOMO avremo anche:

PUNTO O =  centro del cerchio UOMO, cioè il punto del suo EQUILIBRIO

Cosa significa tutto ciò? Che essenzialmente gli aspetti peculiari dell’identità UOMO sono  i tre fattori : Corpo, fisiologia, mente. In parole povere l’uomo è CORPO, CHIMICA, MENTE.  Ma se corpo, mente e chimica sono i tre lati uguali di uno stesso triangolo necessariamente hanno la stessa natura, la stessa importanza per il CENTRO EQUILIBRIO.  Non si può beneficiare l’uno a discapito di un altro, hanno tutte e tre bisogno della stessa attenzione, dello stesso amore e non basta. Hanno bisogno della cura e dell’amore dell’uno verso gli altri due aspetti, perché vi sia EQUILIBRIO. Una qualsiasi alterazione dell’uno porterebbe proprio per il principio di uguaglianza alla simultanea alterazione degli altri due.

Questo come rientra nella visione che la Chiropratica ha del benessere?

Partendo essenzialmente da questa visione di tipo Olistico dell’Uomo e dell’ approccio alla salute, dove per salute non si intende il risultato di una cura alla patologia ma lo stato di benessere naturale di un individuo che in se ha la capacità di rigenerarsi e di “guarirsi ”.

L’UOMO quando non è scisso, quando sente l’equilibrio in tutte le sue parti, sa sorridersi, è un individuo che si ama, che accetta il colloquio tra le sue componenti essenziali, che sa parlare  allo stesso modo al suo corpo, alla sua mente ed a quello che lui é.

Questo Nuovo Uomo è consapevole che mantenere un corpo sano significa mantenere il giusto equilibrio nel rapporto fra la sua colonna vertebrale ed il suo stato emotivo. Sa che un’alterazione della sua colonna vertebrale, dovuta a qualsiasi fattore sia esso stress, trauma emotivo, trauma fisico, ecc. porterà ad un’alterazione degli impulsi del sistema nervoso centrale e quindi periferico. Oltre a questo sa anche che un’alterazione del suo stato emotivo, porterà ad uno scompenso chimico e funzionale nel suo corpo. E tuttavia il discorso non si esaurisce qui. Sarebbe troppo comodo per il tipo di scienza che pretende di essere la Chiropratica , usare o solamente pensare che esista un solo ed unico protocollo di cura adatto per tutti gli individui. Questo è impossibile. Se i tre lati e componenti dell’essere Uomo sono uguali per tutti, non è uguale invece il risultato ed il tipo di equilibrio. Ogni uomo ha in se la meravigliosa capacità di essere diverso da ognuno, e proprio per questo l’approccio chiropratico deve essere anche esso singolo, unico, adatto all’individuo con cui si approccia, deve tener conto della diversità, capire che l’individuo non è solo una sublussazione da mettere a posto ma soprattutto un individuo a cui far ritrovare la capacità di “ guarigione” che ha in sé.

Dott.ssa Cristine Del Bene, D.C., D.A.C.N.B.